16 ottobre 2009

PROPOSITI MATRIMONIALI - FOR MATRIMONIAL PURPOSES

Ecco un libro leggero per chi, senza troppe pretese, ha voglia di passare un paio d'ore di svago in salsa masala.
Propositi Matrimoniali è la storia di Anju che, cresciuta a Bombay in una famiglia borghese, è la preoccupazione dei suoi genitori e oggetto di commiserazione da parte della comunità perchè a trentatrè anni è ancora nubile. Da giovane ubbidiente e piena di speranze amplierà le sue vedute fino a diventare una donna consapevole. Niente, però, conteranno la sua istruzione e l'indipendenza economica raggiunta negli Stati Uniti: finchè non sarà una moglie verrà inevitabilmente considerata una fallita.

L'AUTORE

Kavita Daswani, di origini indiane (i suoi genitori sono di Bombay), è nata nel 1968 a Hong Kong, dove è cresciuta.
Dopo gli studi, ha lavorato come corrispondente di moda per la CCN e la CNBC Asia. Oggi vive a Los Angeles con il marito e due figli.
Oltre a Propositi Matrimoniali, che è il suo libro di debutto, Kavita Daswani ha scritto Tanaya toglie il velo e La sposa di Beverly Hills, entrambi editi in Italia da Mondadori.

RECENSIONE

Diana ** 2/5
Propositi Matrimoniali è un libro di intrattenimento privo di ogni intento riflessivo e di approfondimento. Anju desidera accontentare i genitori, aderire ai valori con cui è stata cresciuta e che le appartengono, e nello stesso tempo vuole trovare la felicità. Sono le circostanze che hanno determinato la situazione della protagonista, non una sua scelta, non la conseguenza di una sua presa di posizione critica. Nel finale è ancora più chiaro che a nessuno importa che una donna si affermi come persona o di mettere eventualmente in discussione alcuni aspetti della cultura indiana: quello che conta è solo l'happy end.

Il bello:
- Ideale in caso di umore nero e pomeriggio piovoso: si legge in un lampo e si scorda ancora prima di aver finito l'ultima fetta di pane e nutella.

Il brutto:
- E' zeppo di luoghi comuni di cui già si riempiono la bocca tutti quelli che l'India non sanno neanche dove si trovi.

Il sito ufficiale dell'autrice

24 agosto 2009

NETTARE IN UN SETACCIO - NECTAR IN A SIEVE


Scritto nel 1954, Nettare in un setaccio è la storia di Rukumani, quarta figlia di un capo villaggio che sta perdendo ricchezza ed influenza.
Rukumani è data in sposa a Nathan, un contadino povero e senza terra, per cominciare una nuova vita come moglie e madre. Attraverso le durezze e i sacrifici imposti dal mondo rurale, riesce a trovare la serenità, ma la sua esistenza e l'equilibro del piccolo paese in cui vive saranno sconvolti dalla costruzione di una conceria. Lo sviluppo economico e gli inevitabili mutamenti sociali influenzeranno in modo indelebile il destino di Rukumani e della sua famiglia.

L'AUTORE

Kamala Markandaya è nata a Mysore nel 1924 e si è laureata all'università di Madras. Dopo la partizione, si è trasferita in Gran Bretagna, dove si è sposata ed ha avuto una figlia. E' considerata una delle pioniere della moderna letteratura indiana di lingua inglese, che ha contribuito a diffondere. Giornalista, oltre che scrittrice, con i suoi lavori si è interessata al conflitto tra valori occidentali ed orientali, tra vita nelle campagne e processo di industrializzazione, ma anche al tema della diaspora indiana, in particolare con il romanzo The Nowhere Man del 1972.
In Italia sono stati pubblicati Nettare in un setaccio, Notable Book nel 1955 dell'American Library Association, e Furia e Amore.
Kamala Markandaya è morta a Londra nel 2004.

RECENSIONI

Diana * 1/5
Nettare in un setaccio, che al momento della sua pubblicazione è stato un best seller internazionale, tradotto in 17 lingue ed incluso nei programmi di studio delle università americane, comincia a risentire degli anni che passano. Scritto più di 50 anni fa, non è quel genere di romanzo immortale che ha il dono dell'eternità di tutti i capolavori classici.
Noioso e banale, esalta i valori della vita rurale, purchè sia modesta ed estenuante, a discapito dello sviluppo e dell'industrializzazione delle città. La protagonista, Rukumani, è l'eroina del libro grazie al suo spirito di devozione verso il marito, alla sua capacità di accettazione e rassegnazione. Coltiva un piccolo orto per aiutare l'economia familiare, conserva il riso, risparmia i soldi e genera figli maschi: che cosa desiderare di più?
L'unica riflessione che merita una menzione è affidata ad un medico occidentale che rivolgendosi a Rukumani dice: "Non importa quel che è scritto e quello che ti hanno detto. Non c'è nulla di grande nella miseria e nella rassegnazione."
Meno male, ma non basta.

29 aprile 2009

IL BUIO NON NASCONDE PAURE



Insolito romanzo scritto in modo sublime, e caratterizzato da una profondità psicologica che lascia stupefatti.
Amaro nocciolo della vicenda è la catena di anaffettività che sembra condannare tutti i personaggi: c'è chi la eredita, chi la subisce, chi la fa propria adeguandosi. La protagonista del romanzo, Saru, nasconde dentro di sé il dolorosissimo sfregio della mancanza di affetto materno - di cui, forse, anche la madre era stata a sua volta vittima - e dell'indifferenza paterna. Pare momentaneamente sfuggire al deserto familiare innamorandosi - o convincendosi a farlo - di Manu, un uomo brillante dal promettente futuro. Ma l'imprinting scolpito nella sua infanzia avvelenerà il rapporto fra i due e trasformerà il marito in un uomo insicuro e violento.
A mio parere, non è il rapporto fra i due coniugi il perno del romanzo, bensì il rapporto madre-figlia. Così come non è il successo di Saru a causare la degradazione di Manu, ma la condotta contraddittoria della donna nei confronti delle aspirazioni e dei sentimenti del marito.

La scrittrice ci offre un quadro esaustivo dei complessi rapporti psicologici condivisi dai personaggi, e non parteggia per nessuno di loro: indagandone motivazioni profonde e azioni (e reazioni) talvolta crudeli, prova compassione e lodevole empatia indistintamente per tutti, in quanto vittime e carnefici gli uni degli altri. Saru, ad esempio, passa dal sadismo psicologico perpetratole dalla madre, a quello fisico del marito, ma a sua volta, nei confronti di Manu, non è immune da colpe.

Lo svolgersi della storia avviene per capitoli alterni: quelli in prima persona narrano il passato, quelli in terza persona il presente. La protagonista pare così volersi estraniare dalla consapevolezza dei propri fallimenti, spersonalizzando un presente fin troppo amaro.
Sconsigliato a chi sia in procinto di sposarsi. E non è una battuta.

LA FRASE MIGLIORE:

'La devozione filiale: prima o poi viene sempre a galla, come un omicidio'.

TRAMA

Saru è un medico di successo, moglie di un professore universitario e madre di due figli. Dall'esterno la sua vita pare perfetta: una professione remunerativa e di prestigio, un marito affascinante e innamorato, un tenore di vita soddisfacente. Ma la donna nasconde un segreto. Anzi, più di uno.

RECENSIONI

Cinema Hindi: **** ½
Punto di forza: l'introspezione psicologica e lo stile ipnotico
Punto debole: qualche esagerazione di troppo nella trama (il sadismo del marito, il rimorso per la morte del fratello)

SCHEDA DEL ROMANZO

Personaggi:

* Saru 
* Manu - il marito di Saru
* Baba - il padre di Saru
* Madhav - lo studente

Autrice: Shashi Deshpande (1938, Karnataka). Altre opere: Questione di tempo, Piccoli rimedi.

Anno: 1980

Titolo originale: The Dark Holds No Terrors

CURIOSITÀ

* Romanzi e film che trattano lo stesso tema: il romanzo L'ora del tramonto e il film Heaven on earth.